Cosa si rischia se si assume una badante/colf in nero?

Le famiglie che decidono di non rivolgersi alla Cooperativa Sociale ONLUS e che vogliono muoversi in autonomia rispetto alla gestione organizzativa e amministrativa della propria badante, senza metterla in regola, può incorrere in sanzioni salatissime, sia di natura amministrative, che civile e penale.
Negli ultimi anni Il Ministero del lavoro ha infatti inasprito le sanzioni per contrastare il lavoro in nero delle badanti, che domina il settore con il 62% delle collaboratrici e collaboratori domestici assunti con evasione contributiva totale o parziale (Censis).

SE NON SI COMUNICA L’ASSUNZIONE

Prima di tutto, per il solo fatto di non aver comunicato l’assunzione o le variazioni nel rapporto di lavoro, la legge prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa da 200 a 500 euro per ogni lavoratore/badante alla Direzione Provinciale del Lavoro.

SE NON SI PAGANO I CONTRIBUTI

Il datore di lavoro deve pagare sanzioni civili per l’omesso pagamento dei contributi alla badante, pari al 30% su base annua per ciascun lavoratore, ai sensi della Legge n. 388/2000.
Il calcolo viene fatto sull’importo dei contributi evasi con un massimo del 60% ed un minimo di 3.000 euro, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata
Quindi, anche per una sola giornata di lavoro “in nero” della badante, il datore di lavoro può essere punito con la sanzione minima applicabile di 3.000 euro.
Questa sanzione civile è cumulabile con le sanzioni amministrative per la mancata comunicazione e per la mancata iscrizione all’Inps nei termini stabiliti.

SE LA COLF E’ EXTRA-COMUNITARIA

Tutto diventa più grave se la badante è cittadino extracomunitario senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto o revocato. In tali casi è previsto una multa pari a 5.000 euro per ciascun lavoratore occupato irregolarmente e la reclusione da 6 mesi a 3 anni ai sensi dell’art. 22, comma 12 del D.Lgs. 286/98. La maxi-sanzione introdotta dal “decreto Bersani, non può essere più applicato al lavoro domestico da quando è entrata in virgore la Legge n. 183/2010.
La ALL FAMILY CARE ricorda alle famiglie che tutte la pratiche di assunzione saranno a carico della Cooperativa, eliminando così qualsiasi tipo di preoccupazione e pensiero ai familiari i quali già oberati per la cura dei propri cari; ma potranno dormire sogni tranquilli rispetto alla diligenza dell’applicazione della legge rispetto all’assunzione della badante, eliminando qualsiasi rischio di sanzione come quelle sopra descritte.